FERIE AGGIUNTIVE: IL RECENTE ORIENTAMENTO INTERPRETATIVO DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

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Titolo Articolo: FERIE AGGIUNTIVE: IL RECENTE ORIENTAMENTO INTERPRETATIVO DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

 

Autori: Dott.ssa Puccio S.

 

Abstract

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 26364 del 16 dicembre 2009 (intervenuta tra l’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo – alle cui posizioni ha aderito con propria memoria l’ARAN – e alcuni dipendenti della medesima Azienda), ha chiarito la questione interpretativa inerente all’art. 5, comma 6, del CCNL comparto Sanità – biennio economico 2000/2001 in materia di “ferie aggiuntive” per rischio radiologico. Nello specifico, la clausola della cui interpretazione si controverte, così recita: "Al personale dei commi 1 e 3, rispettivamente i tecnici sanitari di radiologia medica e il personale diverso dai tecnici sanitari di radiologia medica, esposto in modo permanente al rischio radiologico, competono 15 giorni di ferie aggiuntive da fruirsi in una unica soluzione". L'interpretazione accolta dalla sentenza impugnata, si fonda, sostanzialmente, su un argomento di tipo letterale, ovvero l’utilizzo dell'espressione "ferie aggiuntive", da aggiungere, quindi, a quelle già attribuite al dipendente, rilevando, al contempo, che il termine ferie si riferisce a giorni lavorativi. La Suprema Corte, parte da una prima argomentazione che riguarda il tema dell’interpretazione del contratto, affermando che, in quest’ambito, bisogna tenere in considerazione il relativo articolo di riferimento, ossia, l’art 1362 c.c, il quale prevede che non ci si può limitare al senso letterale delle parole, ma bisogna ricercare la comune intenzione delle parti, e quindi, nella specie, l’argomento letterale offerto dalla sentenza impugnata, risulta molto fragile e poco risolutivo.

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