Classificazione delle aree

Classificazione delle Aree
 
La classificazione delle aree in ambienti pericolosi è molto importante al fine di evitare spiacevoli incidenti con il cittadino che non comprende la gravità del pericolo. 
Le zone classificate, ovvero quegli ambienti in cui esiste il rischio di radiazioni si suddividono in: Zone sorvegliate, sono quelle zone in cui il rischio di radiazioni è molto basso; si tratta infatti di quelle zone in cui un lavoratore che vi operi quotidianamente assorbe una dose globale < 6 mSv/anno Zone controllate, sono quelle zone in cui il rischio di radiazioni è presente anche se contenuto; si tratta infatti di quelle zone in cui un lavoratore che vi operi quotidianamente assorbe una dose globale < 20 mSv/anno Zone controllate ad accesso limitato, sono quelle zone in cui il rischio di radiazioni è molto elevato e quindi tale da non permettere una presenza continuativa di operatori in questi ambienti. L'accesso a queste zone avviene solo su autorizzazione del Direttore di impianto e la durata dell'intervento viene valutata e stabilita dall'Esperto Qualificato Zone inaccessibili, sono quelle zone in cui il rischio radiologico è talmente alto da non permettere in nessun caso l'accesso al loro interno. Qualora ciò si rendesse necessario occorrerà procedere, nel caso di forti irraggiamenti, ad un preventivo allontanamento delle sorgenti radioattive mediante sistemi remotizzati; se poi l'irraggiamento è accompagnato da eccezionali valori di contaminazione (rottura di una scatola a guanti, o di incidenti in una cella blindata), oltre alle misure prima descritte occorrerà effettuare anche la rimozione della maggior parte della contaminazione facendo intervenire l'operatore munito di appropriati equipaggiamenti protettivi tali da non permettere in nessun caso il contatto con l'esterno. Classificazione dei lavoratori ai fini della radioprotezione I lavoratori che, a qualsiasi titolo, debbono operare in zone classificate sono soggetti ad una classificazione che tenga conto: del tipo di zona in cui lavorano, della quantità delle sorgenti radioattive presenti, dello stato fisico e della tipologia delle sorgenti radioattive manipolate, dei campi di radiazione ai quali sono sottoposti sia nel caso di sorgenti radioattive, sia nel caso di macchine radiogene, della dose globale che il lavoratore medesimo potrebbe assorbire in un anno. Secondo la normativa vigente sono classificati lavoratori esposti tutti coloro i quali, in ragione della loro attività svolta per conto di un datore di lavoro, sono suscettibili di una esposizione alle radiazioni superiore ad uno qualsiasi dei limiti fissati per le persone del pubblico (1 mSv/anno solare). A loro volta i lavoratori esposti vengono suddivisi in lavoratori di categoria A oppure di categoria B : primi sono suscettibili di assorbire una dose efficace non superiore a 20 mSv/anno in un anno solare, gli altri sono suscettibili di assorbire in un anno solare una dose inferiore a 6 mSv/anno. Sono considerati lavoratori non esposti tutti coloro i quali, in ragione della loro attività svolta per conto di un datore di lavoro, sono sottoposti ad una esposizione che non sia suscettibile di superare uno qualsiasi dei limiti fissati per le persone del pubblico pari ad 1 mSv/anno solare, valore che esprime anche il limite per la popolazione in generale.

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