Magnetismo

Magnetismo
 
Le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti possono sommariamente distinguersi in due grandi settori: quelle a bassa frequenza, fino 300 KHz (chilohertz), e quelle ad alta frequenza che arrivano fino a 300 GHz (gigahertz). Dai 300 GHz in poi si entra nel campo delle radiazioni ionizzanti: raggi ultravioletti, X, gamma. Il SETTORE DELLE BASSE FREQUENZE e a sua volta suddiviso in piu' bande, tra cui quella dei campi ELF (extremely low frequency) che interessano prevalentemente il sistema di trasporto e distribuzione dell'energia elettrica. Per campo elettromagnetico si intende la regione di spazio entro la quale qualsiasi corpo conduttore, compreso ogni organismo vivente, e' sottoposto a forze di natura elettrica e magnetica. L'intensita' del campo elettrico, espressa in volt al metro (V/m - volt/metro), e' correlata alla tensione o differenza di potenziale elettrico, mentre quella del campo magnetico, misurata in tesla (T) e' connessa al carico di corrente. Entambi i campi diminuiscono di intensita' quanto piu' aumenta la distanza dalla sorgente che li genera. Un'onda elettromagnetica e dunque composta da due vettori: il campo elettrico e il campo magnetico, i quali, nel caso delle correnti alternate che percorrono gli elettrodotti, oscillano a una frequenza che in Italia e' di 50 hertz (negli USA e' di 60 hertz). Particolare importanza per quanto riguarda le radiazioni elettromagnetiche a bassa frequenza assumono le linee ad alta tensione le quali, appunto in ragione del loro alto voltaggio - fino a 380.000 volt in Italia - danno origine a campi elettromagnetivci che " decadono" solo a centinaia di metri di distanza. Anche gli elettrodomestici e molte apparecchiature presenti nei luoghi di lavoro sono fonti di emissioni a bassa frequenza: la loro intensita' essendo pero' correlata a minori tensioni, dimuisce a distanze piu' piccole, che possono essere di qualche decina di centimetri fino a un metro e mezzo circa. Anche per essi, tuttavisa, si possono verificare esposizioni che si protraggono per diverse ore. Una buona regola dunque, rispetto ad esempio alle apparecchiature dotate di schermi di visualizzazione come i videoterminali, e' dunque quella di mantenere la massima distanza possibile quando le si utilizza. Ancora da tener presente e' che mentre il campo elettrico e' schermato da oggetti e pareti, il campo magnetico attraversa qualsiasi materiale ad eccezione di alcune leghe speciali di metallo. Le RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE AD ALTA FREQUENZA sono quelle che caratterizzano i sistemi di telecomunicazione, come i ripetitori radiotelevisivi, i radar, le antenne per i telefonini cellulari, ma anche alcune apparecchiature medicodiagnostice per esami tomografici e per terapie che comportano l'utilizzazione di microonde, nonche' diversi processi industriali. I limiti di esposizione ai campi elettromagnetici generati dalle linee ad alta tensione, stabiliti con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 1992, sono: di 5.000 Vm per il campo elettrico e di 100 microtesla per il campo magnetico, nel caso di esposizioni di lunga durata; di 10.000 V/m e di 1.000 microtesla per esposizioni limitate a qualche ora. I limiti valgono solo per la popolazione, essendo esplicitamente escluse le Pagina 1 esposizioni professionali. In prossimita' di elettrodotti di alta potenza (380.000 volt), l'intensita' del campo magnetico misurato - dice il dottor Morando Soffritti, oncologo- va da 10 ai 30 microtesla, con punte fino a 400 microtesla. Vicino alle sottostazioni elettriche il campo si aggire in media dai 20 ai 40 microtesla, con picchi di 270 microtesla. Sotto le lineee di distribuzione (110/120 mila volt), o in vicinanza delle linee elettriche ferroviarie, il campo magnetico e di 12-15 microtesla. per quanto riguarda gli elettrodomestici: frigorifero: 01-1 microtesla; videoterminali: fino a 0,7 microtesla, termocoperte: 0,2-07microtesla, lavastoviglie e lavatrici: 1-10microtesla; TV a colori e frullatori: 100 microtesla; asciugacapelli: 1000 microtesla. Con differenza per gli elettrodomestici rispetto agli elettodotti, che mentre i campi elettromagnetici generati dai primi ddecadono completamente entro un metro di distanza da essi, l'intensita' dei campi derivanti dalle linee di trasporto di energia elettrica diminuisce a distanza molto maggiori. Per una linea ad alta tensione, da 380 KV (chilovolt), si registrano ad esempio 5 microtesla a 10 metri di distanza e 0,5 microtesla a 100 metri. Anche diverse attivita' industriali implicano l'esposizione di categorie di lavoratori, come gli elettricisti (7.000-8.000 microtesla), i saldatori (da 100 a 500 microtesla), gli adetti alle telefoniche (0,2-1 microtesla). CHE SI FA IN ITALIA? Il primo e unico provvedimento normativo che ha fissato in Italia limiti di esposizione ai campi elettrici e magnetici a 50 hertz e' stato DPCM (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) del 23.4.1992 in tema di linee elettriche ad alta tensione, il quale ha stabilito in 100 microtesla (!) e in 5000 V/m (!) i livelli massimi, rispettivamente, del campo magnetico e del campo elettrico <> Per capire il significato e la portata di tale provvedimento, bastera' ricordare che una ricerca condotta in Danimarca nel 1992 su bambini esposti a campi elettromagnetici generati da linee ad alta tensione, oltre a stabilire un'associazione positiva tra questi ultimi e varie forme di cancro (leucemie, astrocitomi, linfomi) arrivava alla conclusione in base alla quale oltre 0,4 microtesla (!) il rischio dei tre tipi di cancro risulta di cinque o sei volte piu' elevato del normale. E in Svezia, per il lavoro su schermo, viene raccomandato il limite di 0,25 microtesla (!) per il campo magnetico e di 25 V/m (!) per il campo elettrico. Riteniamo che l'enorme divario tra la normativa italiana e quella del Nord Europa non abbia bisogno di commenti. Segnalo che il parlanento europeo ha recentemente approvato una risoluzione sulle radiazione non ionizzanti.

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